Un pianista sfavillante con una carriera lunghissima (ha suonato benissimo fino a 75 anni). Famoso per alcune incisioni con Armstrong negli anni venti, per un'orchestra piuttosto interessante negli anni 40, è praticamente riesploso negli anni 60 con una serie felicissima di incisioni per piano solo.
Una fantasia sfrenata ed un carattere esuberante (che qualche volta lo hanno fatto cadere nel kitsch) gli hanno permesso nell'ultima fase della carriera di prendersi una bella serie di rivincite su colleghi più giovani e considerati.
Jazz Piano Workshop 1965 - Jaki Byard &
Earl Hines
The Indispensable Earl Hines, Vol. 1-2 (1979) French RCA. Un' antologia interessante che copre il periodo della sua grande orchestra (1939-40). C'è anche un seguito di pari livello.
Another Monday Date (1955-1956) Prestige Un omaggio a Fats Waller (in trio) ed alcune sue composizioni (in solo), incisi in un periodo di oblio ma di alta creatività, preannunciano il suo grande ritorno degli anni 60.
Spontaneous Explorations (1964) Red Baron / Contact Stupefacente tour de force in solo. nel primo cd che fece scalpore alla sua uscita. Il secondo cd raccoglie brani in trio con Elvin Jones e Richard Davis.
Earl Hines Plays Duke Ellington(1971) New World Un doppio cd dedicato al songbook del Duca ed eseguito con classe devozione e qualche sorpresa.
Earl Hines Plays George Gershwin (1973) Musidisc L'omaggio ad un altro grande autore in questo doppio cd (che forse è ancora reperibile). Un consiglio finale: tutte le incisioni di Hines in solo o trio degli anni 60/70 sono di alto livello, per cui si può acquitare con fiducia tutto quello che si trova
Prezioso costruttore di tavolozze cangianti, fin dai
tempi della sua esperienza con Claude Thornhill,
è stato a lungo apprezzato da una piccola cerchia
di appasionati.
Questo anche dopo la fortunata sequenza delle
incisioni con Miles Davis.
Inquieto sperimentatore non ha mai concesso
molto al pubblico.
Ad un certo punto però le cose sono cambiate:
è cambiato l'attegiamento di Gil verso il pubblico
(ora più aperto all'elettrico ed alla fusion)
e del pubblico verso Gil.
Negli ultimi anni la sua orchestra, sempre più libera,
e qualche volta troppo, ci ha servito squisitezze
incredibili, assieme a caotici ensemble, con un gioco
di equilibrismi di alta scuola.
Live in
Lugano,1983
Gil Evans
(piano), Billy Cobham (drums), Tim
Landers (bass), Dean Brown (guitar), Gil Goldstein (keyboards),Mike
Mainieri (vibes), John Clark (French horn), Howard Johnson (tuba), Michael Brecker,Thomas Gruenwald
(tenorsaxes), Herb Geller (altosax), Tom Malone, Jiggs Whigham, Hermann
Breuer, Rudi Fuessers (trombones), Randy Brecker, Lew Soloff, Benny
Bailey, Ack van Rooyen (trumpets)
Out of the Cool (1960)
Impulse
14 bravissimi musicisti non notissimi per un disco
di gran classe.
The
Individualism of Gil Evans (1963-64) Verve Wayne
Shorter, il trombonista Jimmy Cleveland, il
trombettista Johnny Coles e Kenny Burrell sono tra i
maggiori solisti di questo ottimo album.
Gil
Evans' Orchestra Plays the Music of Jimi Hendrix
(1974) Rca
Un
diluvio di musica, suoni e rumori. Gil Evans usa il
rock per fare Jazz...forse. Consigliabile. .
Priestess
(1977) Antilles Ottima
seduta, grandi musicisti, disco di difficile
reperimento.
Guitar
Forms ( Kenny Burrell) (1965)- Verve Un disco
minore che però si segnala per l'accuratezza con cui
Evans costruisce attorno a Kenny Burrell un tessuto
sonoro sontuoso, con pochi mezzi.
Primo grande leader di orchestra a fare musica "moderna",
influenzata dal bebop e dal cool (Four Brothers).
All'inizio era la banda che suonava il blues, poi
divenne sinomino di modernità (contrapposto ad Ellington,
Basie, Goodman) senza gli eccessi di Kenton.
I suoi Greggi (così venivano chiamate le diverse edizioni della sua orchestra)
erano sempre pieni di musicisti giovani di grande valore.
Da lui sono usciti Stan Getz, Al Cohn, Zoot Sims, i fratelli
Candoli, Jimmy Giuffre, ecc.
Elegante solista di clarinetto e garbato cantante
ha sempre cercato di aggiornare
lo stile dell'orchestra, scivolando qualche volta
sul terreno assai scabroso della fusion.
Live in England 1964
Blues on
Parade (1937-42) GRP
Per iniziare una bella antologia del periodo "the
Band That Plays the Blues." .
Keeper of the Flame: The
Complete Capitol Recordings (1948-49) Il secondo
gregge: Red Rodney e Shorty Rogers alle trombe, Bill
Harris al trombone, Al Cohn, Zoot Sims, Stan Getz
and Gene Ammons ai sax e Terry Gibbs al vibrafono.
Una delizia.
Big New
Herd at the Montery Jazz (1959) Koch
Un
bel live pueno di grandi solisti: Al Porcino Bill
Chase, Conte Candoli Urbie Green, Victor Feldman,
Charlie Byrd, Monty Budwig, Mel Lewis, Zoot Sims,
Don Lanphere, Bill Perkins e Richie Kamuca.
Giant
Steps(1973) Fantasy/OJC Non è un
disco memorabile, ma un intelligente tentativo di
modernizzare il repertorio.
Woody
Herman Presents..., Vol. 2: Four Others (1981)
Concord Una
ricostruzione dei Four Brothers, fatta raggruppando
sax di diversi greggi. Non c'è più la
genialità di un tempo ma tutto è molto piacevole!.
Il vero re dello swing, a capo di un perfetto meccanismoin grado di smuovere anche le pietre, leader di un'orchestrain grado di compiere il miracolo di essere propulsiva e rilassata contemporaneamente.Non è stato un grande compositore perchè spesso i suoi branierano poco più di riff, che però erano in grado di mandare in orbita i vari solisti realizzando dei piccoli capolavori di "understatement musicale".La ritmica dell'orchestra era un piccolo capolavoro di eleganza inesorabile.Negli anni 30 si poteva permettere un solista come Lester Young o una cantante come Billie Holiday,ma anche successivamente i suoi musicisti erano sempre all'altezza della situazione.Molto più fortunato (o bravo) di Ellington con i cantanti, col tempoè diventato un passaggio obbligato per tutti i cantantidi un certo livello (Sinatra, Fitzgerald, Vaughan, Bennett, Sammy Davis jr, Hendrics-Lambert-Ross).Per la sua orchestra hanno lavorato gli arrangiatori più bravi:Benny Carter, Quincy Jones, Oliver Nelson, Neal Hefti.Il suo pianismo era molto semplice ma efficace, ottimo anche come organista.Una figura centrale del jazz che meriterebbe di essere ricordata più sovente.
Alla BBC 1965
The Complete Decca
Recordings (1937- 39) GRP Verve
Un grande triplo con alcuni dei capolavori del
maestro. Solisti strepitosi: Lester Young, Herschel
Evans, Buck Clayton, Harry "Sweets" Edison e Jimmy
Rushing.
America's
#1 Band: The Columbia Years (1936 - 1964) Sony
Music Cofanetto
di 4 cd di enorme interesse che copre un vasto
periodo di fertile attività di Basie sia con
l'orchestra che con i piccoli gruppi..
The
Complete Atomic Basie
Tutte
le registrazioni della seduta che ha fatto nascere
uno dei dischi più acclamati di Basie.. .
Count
Basie and the Kansas City 7 (1962) Impulse! /
Universal Japan
Ogni tanto
amava incidere con piccoli complessi, producendo
grande musica con ottimi musicisti quali:
Thad Jones, Frank Wess, Eric Dixon e Frank Foster
Prime
Time (1977) Fantasy / Pablo
Siamo verso
la fine della lunga carriera ma questo dimostra che
l'orchestra ha ancora delle cartucce da sparare. Con
Jimmy Forrest (tenore) e Al Grey (trombone).
Primo grande leader di orchestra ad avere un successo
travolgente (con molti arrangiamenti che provenivano
dall'orchestra di Fletcher Henderson), purissimo
virtuoso del clarinetto, Benny Goodman rappresenta bene
il jazz vincente degli anni 30-40:
swing, arrangiamenti perfetti, solisti scatenati, un po' di saccarina ogni tanto...
ed un rassicurante leader bianco a guidare la corsa.
Con le orchestre di Ellington e Basie sulla piazza, la numero
uno era la sua!
Tutta la critica jazz militante nera l'ha sempre considerato
un usurpatore ed è stato per anni trattato con sufficienza;
un esame più attento della sua opera non più che far rilevare
la precisione e il drive della grande orchestra,
la leggerezza e grazia (oltre ad uno swing garantito da Hampton, Krupa
Wilson, Christian) dei piccoli gruppi, nonchè la tecnica prodigiosa
del solista.
Forse non è stato mai il re del jazz (com'era chiamato) ma
non era certo l'ultimo arrivato.
Recorded December 17,
1959
Featuring
Benny Goodman On Clarinet, Gene Krupa On
Drums, Lionel Hampton On Vibraphone,
Jess Stacy On Piano.
Sing,
Sing, Sing (1935-39) Bluebird
Per iniziare una bella antologia del periodo Rca.
Original
Benny Goodman Trio and Quartet Sessions, Vol. 1:
After You've Gone (1935-35) Bluebird Il primo
gruppo interrazziale ad apparire in scena:un jazz
quasi da camera pieno però di swing. Con
Lionel Hampton, Gene Krupa e Teddy Wilson.
Live at Carnegie Hall:
1938 Complete Columbia Legacy
Uno
dei più importanti live della storia del jazz. Un
momento magico per l'incoronazione di Goodman
come re del jazz. Solisticome Harry Carney, Freddie
Green, Buck Clayton e Gene Krupa. .
Undercurrent
Blues (1947) Blue Notes Nel periodo
del be-bop, Benny cerca di rinnovarsi nello stile
con curiosi risultati. Tornerà presto allo swing.
B.G.
World Wide: Bangkok, 1956/Basel, 1959/Santiago,
1961/Berlin - TCB Un
cofanetto di 4 cd che documentano il Goodman del
dopoguerra: solista immacolato, ottimi musicisti,
orchestra scattante. Tutto ok solo che sono cambiati
i tempi...
Ellington è il compositore jazz per eccellenza; Ellington è l'eminenza grigia che sovrasta il jazz al di là delle mode. Un grande pittore che saputo usare i suoi grandi solisti come i tubetti di colore. Cambiavano i solisti e gli stessi brani assumevano colori differenti. Col passare del tempo gli schizzi sono diventati dei quadri, poi dei grandi affreschi sempre più cangianti (le suites). Come pianista non era un virtuoso, ma come tutti i grandi leaders-compositori (Basie, Evans) sapeva usare il piano con grande senso della costruzione melodico-armonica, Ha scritto uno sterminato numero di canzoni, spesse volte figlie riadattate dei brani orchestrali. Con Monk è stato il più importante creatore di standard jazz. Per quanto riguarda i suoi solisti, meriterebbero quasi tutti una menzione separata , ma l'elenco è piuttosto lungo. Visto l'importanza dell'autore abbiamo aumentato l'elenco.
Montreal 1964
Early
Ellington: The Complete Brunswick Recordings
(1926-1931) Decca/GRP
Un triplo con ottime incisione del primo periodo,
quello dello stile giungla e del Cotton Club..
The Blanton-Webster Band
(1939 - 1942) Bluebird Un altro
triplo con 66 brani del periodo migliore di tutta la
sua carriera. Oltre ai due grandi citati nel titolo,
si possono ascoltatre: Cootie Williams, Johnny
Hodges, Rex Stewart e Harry Carney.
The
Carnegie Hall Concerts (January 1943) Prestige
Un
doppio per ricordare un memorabile concerto con la
versione completa della suite"Black, Brown and
Beige". I solisti sono quelli della raccolta
precedente
Piano
Reflections (1953) Capitol Un'ottima
occasione per ascoltare il pianista in trio e
scoprire che, nonostante lo stile stride mai
abbandonato, lo spirito del compositore lo porta su
un terreno moderno che influenzerà sia Monk che
Cecil Taylor.
Ellington at Newport
(1956) Columbia Le cose non
andava benissimo per l'orchestra a quell'epoca ed il
concerto di Newport fu il trampolino di rilancio.
Studiata a tavolino o no l'esibizione di Paul
Gonsalves (27 chorus di assolo di tenore su
"Diminuendo in Blue and Crescendo in Blue") fu una
bomba. Gustatela..
Such Sweet Thunder (1957) Columbia Un' album
dedicato ai personaggi di Shakespeare, con brani
poderosi e delicati ed una grande tavolozza
orchestrale
Money
Jungle (1962) Blue Note Un trio con
musicisti più moderni (Mingus E Roach) per
dimostrare di essere a proprio agio col jazz
moderno. Ma poco dopo sarebbe arrivato il free...
Mingus, nonostante la tensione per l'incontro col
suo idolo o forse a causa di questo, è un vulcano,
And His Mother Called Him
Bill (1967) Bluebird/Rca Un album
dedicato a Billy Strayhorn, morto di recente.
In un periodo un po' fiacco dell'orchestra, questo
omaggio al suo più importante componente si rivela
come una delle più belle incisione in assoluto.. ,
The
Afro-Eurasian Eclipse (1971) Fantasy Il genio si
può vedere anche da quanto un 72enne osa fare: rock,
ritmi etnici ed avanguardia miscelati assieme.. e
facendoli funzionare benissimo!
Far East Suite (1967)
Rca/Sony Music Distribution Un disco
che ha consolidato nel tempo la sua bellezza. Una
partitura molto raffinata e varia, con grandi assoli
(Hodges su tutti).