Un genio che ha avuto il solo difetto
di non prendersi mai sul serio.
Prima della tardiva esplosione di Coltrane
era il n.1; la nuova musica lo mandò in crisi
e si ritirò per un po' di anni.
Ritornò più smagliante e pimpante di prima,
ma dopo un po' di anni sparì di nuovo.
Alla fine ritornò per rimanere.
Sempre bravissimo ma non sempre circondato,
negli ultimi anni, da musicisti alla sua altezza.
E' in grado di improvvisare su un tema
per lunghissimo tempo, sempre con nuove invenzioni,
senza adagiarsi sui giri armonici come fanno quasi tutti.
Un piacere da gustare.
mercoledì 7 settembre 2016
SONNY ROLLINS (1930)
Etichette:
Great tenor saxes,
Sonny Rollins
LESTER YOUNG (1909-1959)
Ha cambiato il modo di suonare il tenore,
che allora tutti suonavano come Hawkins,
ha praticamente inventato il jazz moderno con un linguaggio aereo,
più da sax alto, che ha poi influenzato Charlie Parker.
E' stato un delizioso accompagnatore di Billie Holiday.
Eppure l'uomo dalla sonorità più eterea e limpida
ha vissuto vita drammatica fatta di umiliazioni,
persecuzioni, un processo militare ed una condanna al carcere
che l'hanno spezzato, ridotto ad un ombra.
Costretto a vivere in un mondo a parte,
dove anche il linguaggio era solo suo,
ha lasciato sprazzi di bellezza incredibili per la leggerezza
e grazia che un uomo distrutto sapeva comunque esprimere.
La sua classe avrebbe meritato una vita migliore.
Etichette:
Great tenor saxes,
Lester Young
COLEMAN HAWKINS (1905-1969)
L'uomo che ha inventato il sax.
Suono pastoso, vibrante, massiccio e un linguaggio virile estremamente variegato e raffinato.
Un'enorme potenza tenuta sotto controllo con grande raffinatezza.
Quando nei locali a tarda ora facevano le sfide,
li batteva tutti per ricchezza di idee,
ma anche per la potenza con cui suonava
quando tutti gli altri erano ormai stanchi.
E' stato il primo che ha inciso un brano da solo (Picasso)
quando nessuno neanche lo riteneva possibile.
Purtroppo la documentazione su cd non gli rende il giusto merito.
Etichette:
Coleman Howkins,
Great tenor saxes
STAN GETZ (1927-1991)
Il linguaggio di Lester Young sposato ad una sonorità
inconfondibile ha prodotto una miscela
ad alto potenziale sia artistico che commerciale.
Stan Getz è piaciuto subito con "Early Autumn"
con l'orchestra di Woody Herman,
ha continuato a piacere con le incisioni al Roost,
con i dischi Verve pre bossa nova,
ha trionfato con la bossa nova negli anni del free jazz
(e ci fu molta polemica),
ha tentato un flirt con la fusion, non troppo fortunato,
ed ha concluso la sua carriera con esecuzioni
spledide e commoventi.
Sembra sempre che faccia musica molto semplice
ma è solo la facilità di esecuzione e la fluidità delle idee
che gli consentono di arrivare all'essenza della poesia.
Stan Getz - On Green Dolphin Street
(Perugia 1989)
con Kenny Barron (p)
(Perugia 1989)
con Kenny Barron (p)
lunedì 5 settembre 2016
Wynton Marsalis (1961)
Una caratteristica comune alle ultime generazioni
di jazzisti è la notevole abilità tecnica,
non sempre assecondata da un notevole creatività:
in questo senso Marsalis ne è il più bel esempio.
Tecnicamente perfetto, una sonorità cristallina,
intonazione sempre a posto, fraseggio fluido, capacità di
adattarsi a contesti differenti, è uno dei musicisti di punta
del jazz contemporaneo.
Partito come l'erede di Miles Davis-anni 60
e poi è sempre più andato all'indietro nel tempo,
in un tentativo lodevole di recupero del passato,
che però lo ha via via recluso in un
bellissimo giardino un po' demodé.
I suoi dischi sono deliziosi e potrebbero essere datati
1930, 1950 o 1960 indifferentemente.
Come virtuoso non può non piacere ma qualcuno
può considerarlo una grande occasione in parte mancata.
di jazzisti è la notevole abilità tecnica,
non sempre assecondata da un notevole creatività:
in questo senso Marsalis ne è il più bel esempio.
Tecnicamente perfetto, una sonorità cristallina,
intonazione sempre a posto, fraseggio fluido, capacità di
adattarsi a contesti differenti, è uno dei musicisti di punta
del jazz contemporaneo.
Partito come l'erede di Miles Davis-anni 60
e poi è sempre più andato all'indietro nel tempo,
in un tentativo lodevole di recupero del passato,
che però lo ha via via recluso in un
bellissimo giardino un po' demodé.
I suoi dischi sono deliziosi e potrebbero essere datati
1930, 1950 o 1960 indifferentemente.
Come virtuoso non può non piacere ma qualcuno
può considerarlo una grande occasione in parte mancata.
Etichette:
Great Trmpets,
Wynton Marsalis
Clifford Brown (1930-1956)
Un grande dell'hard-bop.
Una tromba grassa che riprende il linguaggio di Fats Navarro
con meno complicazioni ma con il giusto calore.
Ha formato un gruppo eccellente con Max Roach ed era destinato
a diventare un punto fermo dell'evoluzione della black music.
La sua morte prematura ci ha impedito di conoscerlo
nella sua piena maturità.
Le incisioni a disposizione sone comunque sufficienti
a decretarne il valore ed ad accentuarne
i rimpianti.
Una tromba grassa che riprende il linguaggio di Fats Navarro
con meno complicazioni ma con il giusto calore.
Ha formato un gruppo eccellente con Max Roach ed era destinato
a diventare un punto fermo dell'evoluzione della black music.
La sua morte prematura ci ha impedito di conoscerlo
nella sua piena maturità.
Le incisioni a disposizione sone comunque sufficienti
a decretarne il valore ed ad accentuarne
i rimpianti.
Etichette:
Clifford Brown,
Great Trmpets
MILES DAVIS (1926-1991)
E' l'artista che ha avuto la fase creativa più lunga nella storia del jazz,
dove il massimo viene dato nella giovinezza e conservato,
senza grossi cambiamenti stilistici, fino alla vecchiaia.
Davis, invece è stato creativo fino alla fine della carriera,
cambiando spesse volte le direzioni di marcia sue e
di gran parte del jazz.
La sua tromba era di una bellezza struggente.
Aveva un grande senzo del ritmo, della costruzione di atmosfere;
sapientissimo il suo uso del silenzio per creare tensione.
Ha aperto nuovi spazi usando la fusion, a differenza di molti suoi
seguaci, in modo molto intelligente ed estremamente avanzato
rispetto ai tempi.
Certe sue opere sono apprezzate solo oggi.
dove il massimo viene dato nella giovinezza e conservato,
senza grossi cambiamenti stilistici, fino alla vecchiaia.
Davis, invece è stato creativo fino alla fine della carriera,
cambiando spesse volte le direzioni di marcia sue e
di gran parte del jazz.
La sua tromba era di una bellezza struggente.
Aveva un grande senzo del ritmo, della costruzione di atmosfere;
sapientissimo il suo uso del silenzio per creare tensione.
Ha aperto nuovi spazi usando la fusion, a differenza di molti suoi
seguaci, in modo molto intelligente ed estremamente avanzato
rispetto ai tempi.
Certe sue opere sono apprezzate solo oggi.
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| Birth of the cool - Capitol (1949) |
Workin' - Steamin' - Cookin' - Relaxin'- (1956) Original Jazz |
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Miles Ahead (1957) - Sketches of Spain (1959) - Columia-Sony |
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