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venerdì 6 gennaio 2017

Steve LACY (1934 - 2004)



Il grande innovatore del sax soprano (Shorter e Coltrane arrivano dopo),
inizia in una band dixieland per passare in breve tempo all'avanguardia,
diventando un guro del free.
Grande strumentista, alle ricerca delle possibilità più estreme dello strumento,
si dimostra uno dei musicisti più integri e meno propensi al compromesso.
Una lunga carriera sempre ai margini del jazz lo ha proiettato in 
prospettiva al centro dell'interesse degli appassionati della musica più intensa
 e ricercata.




  Reflections: Steve Lacy Plays Thelonious Monk (1958) New Jazz/OJC

Lacy ha rivisitato Monk in tutti i periodi della sua carrier. Questo è il primo omaggio, forse il migliore. Con Elvin Jones, Mal Waldron e Buell Neidlinger.
Forest and the Zoo (1966) Calibre
Un disco famoso perchè nato da un avventuroso tour in Argentina con Enrico Rava, Johnny Dyani e Louis Moholo. Lacy è già dentro totalmente al free jazz.
Axieme (1975) Red
Un album solo. Negli anni 70 Lacy suonava spesso da solo in una continua esplorazione dello strumento e delle microvariazioni della melodia. Difficile ma interessante.
Revenue (1993) Soul Note

Un sestetto con un approccio meno eccentrico del solito. Musica molto solida ed avvincente.

  
Paris Blues (1987) Sunnyside
Lacy ha lavorato spesso nell'orchestra di Gil. Ora si trovano in duo e Gil al piano è più accompagnatore che solita. La parte del leone spetta quindi a Steve che se la cava più che egregiamente..

mercoledì 7 settembre 2016

JOHN COLTRANE (1926-1967)


E' lI tenore più imitato negli ultimi 50 anni, 
colui che ha portato il jazz alle estreme conseguenze 
e che la prematura morte ha impedito di riformulare 
in termini compiuti. 
Partendo dall'hard bop, passando per il jazz modale, 
è arrivato ad un free tormentato fatto di continue 
esplorazioni della materia sonora,
interminabili corpo a corpo con il sax per arrivare, 
passando per la strada più difficile, alla pura bellezza. 
Una persona molto spirituale e mite 
alla ricerca dell'equilibrio interiore e della pace, 
passando per la convulsione della sua musica, 
che quando si apre improvvisamente su squarci lirici 
offre momenti di una intensità e commozione assoluti.
Da ascoltare meditando. 
  
 





Blue Train (1957) - Prestige
La più bella incisione del periodo Prestige
Giant Steps (1959) - Atlantic
Il primo grande disco di successo di Trane. All'epoca fece scalpore.
My Favorite Things (1960) . Atlantic
Contiene il prototipo del brano più eseguito da Coltrane, dilatato poi nel tempo a dismisura.
A Love Supreme (1964) Impulse
Il suo testamento spirituale ed artistico. Uno dei capolavori assoluti del jazz.
Interstellar Space (1967) - Impulse
Per sapere di più sull'ultimo periodo e su quello che avrebbero poturo essere i futuri sviluppi della sua musica. Suona in coppia con il batterista Rashied Ali