Il meno conosciuto tra i grandi chitarristi del dopoguerra,
anche a causa di disturbi personali causati dall'acolismo,
si ricorda per la sua grande musicalità e per l'intelligenza espressa come accompagnatore.
Con meno cerebralismi di Jim Hall e meno clichè di Kessell e Burrell..
Musicista cool dal piglio piuttosto grintoso, è statoperò un eccellente partner di Stan Getz e Red Norvo.
Qualche volta è sparito dalle scene per troppo tempo, ma i
suoi lavori sono tutti notevoli e godibili .
Actors Theater, Louisville KY, 1987 with Tyrone Wheeler (b) and Bruce Morrow (d).
Visits Paris, Vol. 1
(1954) Vogue
Grande musica con Sonny Clark (piano), Red Mitchell (basso) e Bobby
White (batteria).
A
(titolo originale) (1954-55) OJC Due importanti sedute per
un cd essenziale: tradizione e sperimentalismo tenute insieme con
grande maestria.
Solo (1976) Xanadu
Un disco in compagnia
della sue chitarra, con sovraincisioni molto intelligenti.
The influence (1975)
Xanadu
Un grande trio ed ottimi
standard.
Stan
Getz at Storyville, Vols. 1 & 2 (1951) Roulette Tra bop e cool
un live molto pulsante. Tutte le potenzialità di Raney (e di
Getz) esposte per la prima volta e pronte a esplodere tra poco
Il virtuoso per eccellenza.
Tecnicamente impressionante, capace di
dare un senso anche a lunghe esibizioni da solo,
si afferma, per motivi personali, abbastanza tardi,
e quindi con uno stile molto classico.
In questo contesto è capace di esecuzioni
molto "avventurose".
Le sue grandi capacità tecniche gli consentono di affrontare i grossi rischi del concerto in solo, con risultati spesso decisamente sorprendenti.
Joe Pass - guitar with Bob Magnusson - bass, Jim Plank - drums
For Django (1964) Pacific Jazz
(originale) Un'ottima seduta in quartetto col fido
John Pisano.
Virtuoso (1973)
Pablo Volete verificare come si possa
suonare da soli armonia e melodia, senza trucchetti e senza generare noia?
Ascoltate questo cd...
Portraits of Duke Ellington
(1973) Pablo Con
Ray Brown e Bobby Durham.
We'll Be Together
Again - Pablo Possono funzionare chitarra e
trombone, da soli? Certamente, se con Pass c'è J.J.
Johnson.
The Big 3 (1975)
Pablo Milt Jackson, Joe Pass e Ray
Brown.
Il chitarrista che ha avuto più influenza
nell'evoluzione della chitarra nel jazz e che ha
per primo segnato una nuova via nel pop-jazz.
Autodidatta e grande improvvisatore, sviluppa
una particolare tecnica col pollice riutilizzata poi da una
lunga serie di discepoli (con in testa George Benson). Nella parte finale della sua attività,
abbandona parte della sua aggressività bluesy
per un approccio più soft, in linea con
gli arrangiamenti da grande orchestra pop
organizzati dal produttore Creed Taylor.
Dal vivo in Olanda:
Chitarra: Wes Montgomery
Piano: Pim Jacobs, Basso: Ruud Jacobs, Batteria: Han Bennink
Far wes
( 1958 - 1959) Pacific Jazz
Uno dei primi dischi, coi due fratelli. Ottima
musica molto grintosa.
The Incredible Jazz
Guitar of Wes Montgomery (1960) Riverside/OJC Con Tommy
Flanagan, Percy Heath e Albert Heath. Un classico.
Full
House (1962) Riverside/OJC
Un
altro classico col trio di Winton Kelly.
Verve Jazz Masters 14
(1964-66)
Con Verve
iniziano i grandi successi, dovuti a in gran parte
ad una scelta che porterà al pop-jazz.
L'antologia, potendo scegliere, funziona
meglio dei singoli dischi.
Classics,
Vol. 22 - Wes Montgomery(1967-68)A&M Vale
il discorso fatto per Verve, con qualche gioiello in
meno.
La grande meteora che ha inventato la chitarra
jazz amplificata e non più
relegata al ruolo di chitarra ritmica.
Grande musicista swing (con Benny Goodman)
guardava con attenzione verso le novità del be-bop.
Tutti i chitarristi del dopoguerra lo hanno
preso come punto di riferimento.
La sua morte per tubercolosi ci ha privato
di un genio ancora in fase di crescita.
The Genius of the
Electric Guitar [Columbia] (1939-41) Sonly
Qui ci sono tutti brani con Goodman che lo hanno
reso immortale, compreso Solo Flight..
Genius
of The Electric Guitar (1939-41) Giants of Jazz Una bella
compilation che può sostituire la precedente, con
cui ha molti titoli in comune.
Live Sessions at Minton's
Playhouse (1941) Jass ( o Musidisc)
La
documentazione sonora della nascita del be-bop, con
Gillespie, Monk (che non si sente) e un Christian
che è un monumento alla chitarra. Incisione
problematica.
Il primo jazzista europeo ad acquisire
fama mondiale.
Il primo chitarrista jazz ad introdurre nel jazz
un fraseggio legato ad una cultura folklorica europea: quella zigana.
Prodigioso tecnicamente, anche con una menomazione
ad un un paio di dita della mano sinistra,
aveva elaborato un linguaggio
estremamente fluido, pieno di arpeggi ma estremante
essenziale.
La sua modernità spiccava enormemente, considerando
che la ritmica dei suoi gruppi non era particolarmente
agile e qualche volta diventava una palla piede.
Unico partner alla sua altezza fu Stephane Grappelli,
violinista dallo swing contagioso e dalla fantasia
sfrenata: assieme hanno fatto faville nel famoso
quintetto dell' Hot Club de France
Quintette du Hot Club de
France (1936-40) Charly
Un'antologia perfetta della prima parte della sua
carriera.
Django
Reinhardt & Stephane Grappelli: The Quintet of
the Hot Club of France 1938-46 - Pearl Flapper Una bella
compilation (ce ne sono tante) del periodo più
celebrato.
Peche a
La Mouche (1947-50) Verve
Nel
dopoguerra Django passò alla chitarra elettrica:
questo cambiamneto a molti non piacque perchè si era
perso un po' del fascino zigano dei brani
acustistici. In compenso si trovò un grande bopper con un linguaggio assolutamente altissimo, come
dimostra questo cd doppio.
With His American Friends
(1935-40) DRG
Coleman
Hawkins, Bill Coleman, Freddy Taylor, Benny Carter,
Dicky Wells, Eddie South, Larry Adler, Rex Stewart,
Barney Bigard sono gli amici americani. 3 cd ottimi.
Verve
Jazz Masters (1938-53) Se
volete un solo cd questa è una perfetta antologia.