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venerdì 15 maggio 2015

B. B. KING


Blues n. 2
(dedicato a B. B. King)


Il ragazzo ne ha fatta di strada.
Ne ha consumate di scarpe,
girando con Lucile (*)
a raccontare come girano le cose
da questa parte del mondo,
in relax, un filo di sorriso
sornione e tante storie da raccontare.
Il ragazzo ne ha fatta di strada.
Ne ha cambiate di scarpe,
trovandosi a girare con Lucille
su macchine sempre più grosse,
sempre più nuove,
a raccontare come girano le cose
da questa parte del mondo,
ma con un occhio ormai attento
anche a quell’altro mondo,
che adesso lo accoglie e lo ama,
perché lui è il ragazzo del blues,
anche adesso che ha la pancia
ed il fiatone.

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(*) la sua chitarra

lunedì 9 marzo 2015

Ornette Coleman specialista in stupri


Quando lui e Don Cherry scorrazzavano
nei vicoli underground
facevano scappare gli standards
terrorizzati di finire tra le loro mani.
Erano una gang implacabile:
atonali, informali, inossidabili
sparavano senza ritegno su ogni cosa
che si muoveva, sebbene ingessata
in lussuosi abiti cool…
E quando acchiapparono Embraceable You
la fecero subito orfana di Gershwin,
stuprata in un angolo buio
senza speranza di rinascita.
Poi Don se ne andò per il mondo
e tu andasti avanti per la tua strada
sodomizzando violini romantici,
spernacchiando trombe attonite
e lavorando ai fianchi per stupire
le orecchie degli incauti ascoltatori,
e tenendo duro il tuo fallico strumento
hai fregato tutti e adesso siedi sul tuo
monumento
e ci guardi sornione.

martedì 21 ottobre 2014

John Birks "Dizzy" Gillespie (Cheraw, 21 ottobre 1917 – New York, 6 gennaio 1993)

Oggi è il suo compleanno e gli dedico questa poesia:


SUL RING DEL MASSEY HALL, 15 MAGGIO 1953



Sul ring del Massey Hall c’erano due pesi massimi

pronti a sfidarsi per il titolo di re del be-bop:

da un lato Charles Parker, detto Bird,

nato a Kansas City nel 1920, n.1 del sax alto;

dall’altro lato John Birks Gillespie, detto Dizzy,

nato a Cheraw, South Carolina, nel 1917, n.1 della tromba.

Sono i due dioscuri del bop, amici-nemici in lotta per

stabilire chi dei due sia il numero uno dei numeri uno.

Parker è stato quello che più ha osato nell’improvvisazione,

liberandola da tutte le incrostazioni swing,

Gillespie è quello che più ha razionalizzato il nuovo linguaggio,

adattandolo perfino alla grande orchestra.

Parker è il vero idolo delle nuove generazioni, ma è

Gillespie l’uomo di successo del momento.

Sul ring sono pronti a misurarsi, a ricordare vecchi rancori,

a rispolverare una vecchia amicizia e tutti i colpi sono buoni.

Arbitri della serata i signori:

Bud Powell, piano

Charles Mingus basso

Max Roach batteria.

Parte la sfida con Perdido e se Dizzy è sfottente coi suoi acuti di tromba

e sembra continuamente depistare il suo socio,

Bird è stringato, essenziale, pronto a braccare una tromba-saponetta
che prima era qua ed ora è là,

ambigua, onnipresente e trasversale come il suo tubo.

Dizzy sembra sempre aggredire ma fugge,

Bird sembra sempre in attesa ma quando esce

con gli assoli fa molto male.

La serata va avanti per oltre un’ora, con Dizzy che fa il pagliaccio,

presenta i brani, fa gli onori di casa, sembra dire “stiamo scherzando”

e poi parte con un assalto carognesco a Salt Peanuts

e la risposta di Bird è puro furore controllato.

Ogni tanto Bud Powell ci ricorda che, sebbene in condizioni fisiche e mentali

non eccelse, è il padre del piano bop;

Mingus e Roach tengono alta la temperatura,

stimolando i due contendenti.

Alla fine della serata c’è gloria per tutti ed il verdetto è di parità:

lo scettro non lo può decidere una serata.

Nemmeno una miracolosa come quella. 


 

domenica 11 maggio 2014

Miles principe delle tenebre

ritratti in musica


Nella notte silenziosamente scura
il coltello acuto di una sordina
ti colpisce dritto al cuore
col dolore della bellezza assoluta.
E ti viene a dire, con quei quattro colpi
lancinanti, dondolanti su un riff ossessivo,
che è giunta l’ora del rimorso, del rimpianto
o semplicemente quella del ricordo straziante.
E non servono troppe parole,
bastano due acuti al punto giusto
ed il tuo cuore è stretto in una morsa
di dolce angoscia.
Puoi essere la persona più fortunata,
allegra o felice di questo mondo,
ma in questo momento capisci che prima o poi
il dolore arriverà
e tu vorresti che fosse così intenso.