giovedì 3 novembre 2016

BILL EVANS (1929-1980)


Quando si parla di piano moderno si pensa sempre e solo a Bill Evans,
perché è la quintessenza del piano e perché il suo approccio armonico-ritmico
 è stato il punto di partenza per un paio di generazioni successive (Hankcock, Corea, Jarrett, Mehldau). 
Partito sulla scia di Bud Powell, ha via via eleborato un linguaggio pianistico essenziale, armonicamente avanzato, ritmicamente solido anche nei tempi lentissimi, che ha trovato la sua apoteosi nella formula del trio.
Si può dire che il piano trio è stato portato al massimo dei risultati da Evans, 
esplorato nei suoi vari aspetti e potenzialità, grazie anche a dei partners molto efficaci ed affiatati 
(Scott LaFaro, Eddie Gomez, Chuck Israel, Paul Motian, Joe LaBarbera ecc.).
'My Foolish Heart '

Bill Evans piano, 
Larry Bunker drum, 

Chuck Israel bass.

New Jazz Coceptions- (1956) - Original Jazz
Un disco di esordio che sembra già quello di un artista affermato.
Sunday at the Village Vanguard (1961) Original Jazz
Uno dei più bei dischi di piano mai incisi.
Con Scott LaFaro e Paul Motian.
Bill Evans at Town Hall (1966) -Verve
Concerto molto intenso, con un brano solo "In memory of my father" dedicato al padre morto qualche giorno prima
I Will Say Goodbye (1979) Fantasy
Uno dei tanti bei dischi del periodo con un'ottima scelta di brani.
Artist's Choice: Highlights from Turn Out the Stars (1980) Warner Bros
Una scelta fatta dall'autore dei brani preferiti tratti dal cofanetto di registrazioni fatte al Village Vanguard.

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