giovedì 3 novembre 2016

KEITH JARRETT (1945)


Il pianista di jazz più conosciuto ed amato degli ultimi trent'anni.
L'erede di Bill Evans (non per lo stile ma per il ruolo avuto nell'evoluzione
dello strumento).
Ed anche il controverso divo che, solo in scena, sembra quasi lottare con il pianoforte, ed ancorail pretenzioso compositore di "musica seria" e prima lo sperimentatore che col soprano sembraguardare verso Ornette Coleman.
Una carriera multiforme che si è definitivamente consolidata, con annessi comportamenti divistici,nella sublimazione dell'esibizione solitaria, portata a raffinatezze inconsuete, e nella formula dello "standard trio di rara efficacia.
L'uomo che da solo ha fatto diventare una etichetta minore di musica pretenziosa un vero affare.

Tokyo '84

Espectations- (1971) - Columbia-Sony
Il disco di esordio alla Columbia, che rimase l'unico. Molta carne al fuoco; Jarrett sembra incerto sulla via
da prendere. Notevole in qualche brano l'influsso di Ornette Coleman.
The Kohln Concert (1975) ECM
La perfetta esemplificazione di un concerto solo di Jarrett
E' forse l'unico disco di jazz presente nelle raccolte di non amanti il jazz
.
The Impulse Years 1973-1974 - Impulse
Cofanetto di 4 cd del "quartetto americano" (Redman, Haden, Motian) con inediti.
Standards, vol.1 (1983) ECM
Segna il ritorno al jazz classico ed alla formula del trio dopo anni di incertezze e narcisismi.
Con Peacock e DeJohnette. Dopo questo cd il trio ha inciso moltissimo e quasi sempre ad alti livelli.
Solo Tribute - The 100th performance in Japan - (2002) (DVD) Image Entertainment
L'ultima scelta cade su un dvd che lo riprende nel 1987 a Tokyo a festeggiare il suo 100esimo concerto in Giappone. Questa scelta ci consente di vedere Jarrett in azione (che sempre uno spettacolo), ma sopratutto di apprezzarlo in una lunga serie di riletture di standard, cosa che di solito fa in trio e non in solo. Piacevolissimo ed indispensabile.

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